|
|
|
 |
| Home
| Venerdì Santo |
Storia | Tradizioni |
Arciconfraternite |
In
Penisola... | Collezione
foto | Download
| In
Italia | E-Mail |
| Le
Processioni a Sorrento |
Parlare delle processioni del
Venerdì Santo a Sorrento vuol dire aprire, allo stesso tempo, un discorso uniforme e differenziato.
In penisola il compito di organizzare le varie Processioni della Settimana Santa, che si sviluppano per le strade e le piazze di Sorrento e dintorni tra il
Giovedì ed il Venerdì Santo, spetta alle numerose confraternite laiche che da secoli ripropongono il messaggio evangelico dell'amore e della carità verso il prossimo.
A Sorrento, in particolare, sono due le manifestazioni che si svolgono il
Venerdì Santo. Una si svolge nel cuore della notte tra il
Giovedì ed il
Venerdì, l'altra la sera del "Sacro di' funereo". |
|
La prima e' organizzata dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica con sede nella antichissima e preziosissima Chiesa della Santissima Annunziata, la seconda dalla Venerabile Arciconfraternita della Morte con sede nella nobile Chiesa dei Servi di
Maria.
La prima e' tradizionalmente definita "La Processione Bianca", per il colore delle vesti che indossano i partecipanti i quali sfilano nascondendo il proprio sembiante sotto il tradizionale cappuccio.
Questo corteo secondo la credenza popolare tende a rappresentare l'uscita della Madonna alla ricerca del Figlio catturato e condannato a morte.
L'inizio nel cuore della notte, la visita ai "Sepolcri" (chiamati impropriamente
così, visto che la nuova liturgia li definisce, più appropriatamente, Altari della
Reposizione), il ritorno in chiesa ai primi bagliori del nuovo giorno, sembrano avvalorare questa ingenua rappresentazione popolare. |
La stessa celebrazione della Processione del Cristo Morto la sera del
Venerdì
Santo sembra dare maggiore sostanza a questa credenza. Infatti essa
rappresenterebbe il ritrovamento da parte di Maria del Figlio morto in croce. I partecipanti in questo caso indossano saio e cappuccio neri e, a precedere la statua della Madonna Addolorata, viene portato a spalla il bellissimo Simulacro del Cristo Morto di scultore ignoto. |
Le radici di queste Processioni sono antichissime e si fanno risalire probabilmente al 1500. In quei tempi era tradizione delle Confraternite visitare la sera del
Giovedì Santo le Chiese ed i monasteri cittadini dove erano allestiti i Sepolcri. Il corteo era molto semplice: alcuni confratelli in borghese percorrevano le strade delle città con lumi accesi, cantando salmi e recando una croce spoglia tra due lance. |
Solo probabilmente verso il 1700, sotto il dominio del vicereame Spagnolo e per influsso dei padri Gesuiti, allora assai numerosi nel Regno di Napoli, si
iniziò ad organizzare le processioni nel modo in cui si vedono oggi.
Si arricchirono le sfilate con corpi illuminanti, quali fiaccole o lampioni, con i simboli delle Confraternite, stendardo e pannetto, e si inserirono i famosi "Misteri" o "Martiri", cioè i simboli delle offese materiali subite da Cristo nella Sua ascesa al
Golgota. Poi è la volta dei circa duecento cantori del Miserere che in un'atmosfera di commozione unica fanno riecheggiare le parole del salmista Davide.
Esso
rappresenta il popolo nella sua contrizione che invoca la clemenza
Divina per il crimine commesso nei confronti del Suo Unigenito
Figlio. |
|
Va ricordato che alla Processione del Cristo Morto inizialmente
partecipavano i soli confratelli ed i frati francescani del locale
convento, allora molto numerosi. Quando nel 1806 per un decreto di
Giuseppe Bonaparte, allora Re di Napoli, i frati, in base alle leggi
eversive dell'asse ecclesiastico, furono allontanati da Sorrento, i
confratelli "invitarono" altri sorrentini a partecipare alla
processione. |
|
Quest'invito si ripete ancora oggi e rappresenta un motivo essenziale per la celebrazione della Pasqua.
La partecipazione alle processioni è motivo di orgoglio per i numerosissimi
sorrentini, in particolar modo giovani, che le attendono per mesi tramandandosi questa tradizione di padre in figlio.
A dare un ulteriore tono di mestizia
ai cortei sono le note delle marce funebri suonate in testa alle
processioni da competenti bande musicali.
Come si può evincere da quanto detto le Processioni del Venerdì Santo sono tutt'altro che mere manifestazioni folcloristiche ma rappresentano la testimonianza dell'attaccamento alle radici religiose dei
sorrentini.
|
|
| Testo
Giuseppe Alfaro; Foto Domenico Calderaro Michele Di Maio;
Traduzione Tiziana Cono; Webmaster MIDIM |
| |
|
E' severamente vietato riprodurre testi, foto, audio, video presenti in questo sito web per fini commerciali. Il materiale del sito potrà essere riprodotto solo per fini non lucrativi previa autorizzazione dell'autore e citazione della fonte. |
| |